Il riposo settimanale per colf e badanti è disciplinato dall'art. 35 del CCNL lavoro domestico: i lavoratori conviventi hanno diritto a 36 ore consecutive di riposo, mentre per i non conviventi il minimo è di 24 ore. Le regole cambiano in base alla tipologia di rapporto di lavoro e al giorno scelto per il riposo.
Tenere traccia di questi dettagli contrattuali per ogni lavoratore domestico è uno degli aspetti che LibraColf gestisce in automatico, applicando correttamente le condizioni del contratto individuale senza che tu debba controllare nulla a mano.
Riposo settimanale colf: le regole per i lavoratori conviventi
Per chi vive presso la famiglia datrice di lavoro, il riposo settimanale minimo è di 36 ore. Non si tratta però di un blocco unico: si divide in due parti distinte con regole diverse.
La prima parte — 24 ore — va goduta di domenica. Le parti possono concordare un giorno diverso, ma questa scelta deve essere esplicitamente indicata nel contratto individuale. La domenica, insomma, non è derogabile per accordo verbale.
Le restanti 12 ore possono essere collocate in qualsiasi altro giorno della settimana. In quel giorno, però, il lavoratore può essere impegnato al massimo per la metà delle ore che costituiscono il suo orario giornaliero normale: se lavora abitualmente 8 ore al giorno, nelle 12 ore di riposo parziale non può lavorare più di 4.
Cosa succede se si lavora nelle ore di riposo
Il CCNL distingue due scenari, con trattamenti economici differenti.
Se il lavoratore presta servizio nelle 12 ore di riposo non domenicale, ha diritto a un compenso maggiorato del 10% rispetto alla retribuzione globale di fatto — a meno che quel riposo venga recuperato in un altro giorno della stessa settimana, diverso da quello già indicato nel contratto.
Per il riposo domenicale la situazione è più rigida. La domenica libera è irrinunciabile: il lavoratore convivente non può rinunciarvi, nemmeno volontariamente. Se rimane in casa di propria iniziativa, non può svolgere alcuna attività lavorativa, a meno che il datore non glielo richieda espressamente e per iscritto.
Se, per esigenze davvero imprevedibili, il lavoratore è chiamato a lavorare di domenica e non è possibile concedere un uguale numero di ore di riposo non retribuito subito dopo, le ore lavorate vanno retribuite con una maggiorazione del 20% sulla retribuzione globale di fatto.
Per i lavoratori non conviventi le regole sono più semplici: spettano 24 ore di riposo settimanale, di domenica o nel giorno concordato tra le parti.
Cosa fare
Se sei un datore di lavoro privato: verifica che il contratto individuale riporti chiaramente il giorno scelto per il riposo settimanale, soprattutto se hai concordato un giorno diverso dalla domenica. In caso di lavoro straordinario nelle ore di riposo, applica la maggiorazione corretta (10% o 20% secondo il caso) e, se possibile, privilegia il recupero del riposo nella stessa settimana per evitare contestazioni.
Se sei un professionista (consulente, CAF, patronato, sindacato): controlla che i contratti dei tuoi clienti siano conformi all'art. 35 e che i compensi per le ore lavorate nel riposo siano calcolati correttamente. L'omissione della maggiorazione o la mancata indicazione del giorno di riposo nel contratto individuale sono irregolarità che possono emergere in sede di ispezione o contenzioso.
Domande frequenti
Il datore di lavoro può spostare il giorno di riposo domenicale senza accordo scritto?
No. Il giorno alternativo alla domenica deve essere concordato tra le parti e riportato nel contratto individuale. Un accordo verbale non è sufficiente.
Se il lavoratore convivente resta a casa la domenica di sua volontà, può lavorare?
No. Anche se rimane in ambito domestico per scelta propria, non può svolgere alcuna attività lavorativa salvo richiesta scritta esplicita del datore.
Qual è la maggiorazione per il lavoro domenicale straordinario?
Se il riposo domenicale non può essere recuperato subito dopo, le ore lavorate vanno retribuite con una maggiorazione del 20% sulla retribuzione globale di fatto.
Le regole sul riposo sono le stesse per colf e badanti non conviventi?
Per i non conviventi il CCNL prevede semplicemente 24 ore di riposo settimanale, di domenica o in altro giorno concordato. Non si applica la suddivisione in 24+12 ore prevista per i conviventi.
Come LibraColf semplifica la gestione di questi adempimenti
LibraColf recepisce automaticamente le condizioni del contratto individuale — incluso il giorno di riposo concordato — e applica le maggiorazioni previste dal CCNL ogni volta che si registrano ore lavorate nei giorni di riposo. Niente calcoli manuali, niente rischio di dimenticare una maggiorazione.
Fonte ufficiale: CCNL del lavoro domestico CONFASI, art. 35 — Riposo settimanale. Per la versione integrale e aggiornata del contratto, verifica direttamente sul sito ufficiale di CONFASI.
